Trail del Bangher

Gara di corsa in montagna in semi autosufficienza nella splendida e selvaggia Valle Cervo in Provincia di Biella. Due tracciati, uno di 40 km con 3000 D+ e uno più corto di 20 km con 1000 D+.

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Trail 20 Km

20Km - 1000 d+

Il percorso più breve avrà come luogo di partenza e arrivo Campiglia Cervo e si snoderà tra sentieri e mulattiere della bassa Valle Cervo fino a transitare al Rifugio Madonna della Neve, il punto più alto della gara. Attraversando questi sentieri sembrerà di tornare indietro del tempo, ad un’epoca dove tutto era più lento e forse anche più autentico.

Trail 40 Km

40Km - 3000 d+

La gara “regina” sarà quella lunga, con partenza e arrivo da Campiglia Cervo. Si percorreranno inizialmente i sentieri e le mulattiere della bassa Valle per poi salire verso il Rifugio Rivetti e transitare, tramite il Colle della Mologna Grande, in Valle D’Aosta e Valsesia, per poi ritornare attraverso il Colle del Croso in territorio Biellese.

La Storia

Ma chi era costui? Un volgare bandito o un moderno Robin Hood? I sentieri che attraverserà la gara saranno gli stessi che videro protagonista, tra il 1882 e il 1913, il brigante Pietro Bangher. Questo personaggio, che si potrebbe definire quasi mitico, per mezzo secolo fu argomento di conversazioni durante le lunghe veglie invernali nelle stalle delle valli biellesi, valsesiane e della vicina valle del Lys. Il Bangher nato a Levico nel 1850, presso Trento, veniva descritto come persona tarchiata, con una nera barba incolta, dotato di una forza eccezionale, camminatore instancabile, cacciatore abilissimo e tiratore infallibile.
Nel 1877 il tribunale di Trento lo condanna per reati comuni, successivamente a questo fatto si da alla macchia su per le montagne.
Dalle alpi trentine si trasferisce sui monti che circondano il lago di Garda, ma si possono rinvenire le sue tracce anche successivamente sulle alpi bergamasche e in Ossola.
La sua tattica era sempre la stessa: dalle alture scendeva in pianura, dove compiva le sue rapine, quindi con la massima tempestività ritornava sui monti. Fu così che raggiunse la Valsesia e il Biellese.
I primi riscontri ufficiali risalgono al 1882, quando il tribunale di Varallo Sesia lo condanna dopo una rissa avvenuta in un’osteria. Il bandito trova la sua zona di azione tra i monti circostanti Rassa (zona in cui la gara transiterà), dai quali scendeva per fare le sue rapine nelle vicine zone del Biellese Occidentale e della Valle del Lys.

La leggenda narra che, dopo aver effettuato una rapina in quel di Biella, si mise in salvo risalendo il greto del torrente Cervo attraverso l’orrido della Maddalena sfuggendo così ai blocchi stradali dei carabinieri, risalì l’intera valle Cervo, e attraverso i monti e il colle del Croso fece ritorno a Rassa.
Le gesta del brigante divennero leggendarie, già mentre era in vita. La sua fama era accresciuta dall’incapacità delle forze dell’ordine di assicurarlo alla giustizia.
Non può essere considerato un vero e proprio criminale ingordo di ricchezze, ma lo possiamo ritenere un animale da preda che s’impossessava di quello che serviva alla sua sopravvivenza, toglieva ai montanari più abbienti per quello che gli necessitava per sfamarsi.
Infatti, se riuscì per quasi 50 anni a sfuggire ad ogni agguato tesogli dal braccio della legge, fu grazie alla solidarietà e alla collaborazione dei montanari che lo consideravano uno di loro. Circolavano leggende e dicerie favolose per spiegarne l’imprevidibilità. A volte descritto come angelo ed a volte come diavolo, fungeva da spauracchio per ammonire i bambini capricciosi. Ai bambini vivaci, i nonni dicevano “non fare il Bangher”.
Ancor oggi le persone anziane affermano di averlo conosciuto o di averne sentito le gesta dai racconti dei loro genitori.
Il 24 settembre venite a correre nei sentieri dove riecheggia la sua leggenda.